In evidenza

Lettera del Presidente del CoDAU e Documento sul PNRR Ministro per la Pubblica Amministrazione Prof. Renato Brunetta alla Ministra dell'Università e della Ricerca Prof.ssa Maria Cristina Messa e al Presidente della CRUI Prof. Ferruccio Resta

Roma, 4 maggio 2021

 

 

Alla cortese attenzione

 

Prof. Renato Brunetta

Ministro per la Pubblica Amministrazione

 

Prof.ssa Maria Cristina Messa

Ministra dell’Università e della Ricerca

 

Prof. Ferruccio Resta

Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane

 

 

Oggetto: Documento CoDAU sul PNRR

 

La Giunta del CoDAU, riunita a Roma il giorno 29 aprile 2021, ha esaminato il contenuto del PNRR con riferimento alle azioni previste per la Pubblica Amministrazione e le Università.

Ha inoltre esaminato il documento su reclutamento universitario approvato dall’assemblea della CRUI lo scorso 22 aprile.

La Giunta del CoDAU sottolinea la necessità di un’adeguata focalizzazione sulla crescita dei servizi tecnici ed amministrativi di supporto alle strutture universitarie, attualmente fortemente sottodimensionati rispetto alla benchmark europeo e, a tal fine, ha approvato l’allegato documento che individua quattro azioni ritenute fondamentali per un adeguato supporto alle azioni che gli Atenei sono chiamati a sostenere nel Piano di Ripresa e Resilienza.

Il CoDAU conferma la piena disponibilità ad approfondire i contenuti proposti nelle sedi che saranno ritenute utili.

Ringrazio per l’attenzione e invio i saluti più cordiali,

 

Il Presidente

Alberto Scuttari, Ph. D.

 

 

 

Allegato

 

  • Documento CoDAU sul PNRR
Lettera del Presidente CoDAU al Ministro per la Pubblica Amministrazione Prof.Renato Brunetta, alla Ministra dell'Università e della Ricerca Prof.ssa Cristina Messa, al Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Prof.Ferruccio Resta

Oggetto: Documento CoDAU sul Patto per l’innovazione della Pubblica Amministrazione e la coesione sociale

Il CoDAU, associazione rappresentativa dei direttori generali e dei dirigenti delle università italiane,ha seguito con grande attenzione la sottoscrizione del Patto, per l’innovazione della Pubblica
Amministrazione e la coesione sociale, avvenuta lo scorso 10 marzo.
Nell’esprimere l’apprezzamento per il metodo utilizzato, la Giunta dell’associazione ha ritenuto utile proporre alcune osservazioni su ciascuno dei sei punti evidenziati dal Patto, quale contributo
al concreto sviluppo delle azioni ivi delineate nell’ambito specifico del settore delle Università.
Ponendo alla vostra attenzione l’allegato documento, il CoDAU dichiara la piena disponibilità a partecipare attivamente nel processo di ammodernamento della Pubblica Amministrazione e in
particolare del sistema universitario, attraverso l’esperienza maturata dai direttori generali e dai dirigenti delle università italiane, che rappresentano un comparto che da tempo compete in un
contesto internazionale e che sente particolarmente urgenti le sfide poste dal momento presente.

Mi è gradita l’occasione per inviare i saluti più cordiali,
                                                                                                                                                                                                                                      Il Presidente
                                                                                                                                                                                                                                 Alberto Scuttari, Ph. D.
Allegato
‐ Documento CoDAU

 

Report Indagine Settore Università X Edizione CoDAU- Deloitte

                                            

 

                                                                                                                                                      

Indagine sistemi di gestione e sviluppo risorse edizione 2020

 

Introduzione del Presidente del CoDAU Ing. Alberto Scuttari

Questo report riassume i risultati dell’indagine condotta da CoDAU e Deloitte per analizzare i sistemi di gestione e sviluppo delle risorse umane presso le Università italiane L’iniziativa prende le mosse dalla volontà di monitorare e individuare dei parametri per ottimizzare i sistemi di gestione e la crescita del capitale umano, con un approccio orientato all’efficienza, al fine di fornire servizi di eccellenza nell’ambito dell’istruzione universitaria. Lo studio ha indagato oltre 22 mila soggetti dell’area tecnico amministrativa coinvolgendo 32 Atenei, ossia il 44,8% del sistema universitario, composto da strutture statali, politecnici, scuole superiori ad ordinamento speciale, istituti alta specializzazione, Università per stranieri, tra i quali si annoverano anche mega strutture come l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, l’Università di Bologna e l’Università degli Studi di Padova Tra i risultati più rilevanti, è emerso che le Università, al pari delle migliori imprese, sono ambienti di lavoro competitivi e presentano una buona capacità attrattiva verso competenze di livello, che tuttavia gli atenei ricercano in misura superiore alla domanda.
Si consideri che, in ambito tecnico amministrativo, si rilevano nelle università:1 dirigente ogni 166 dipendenti (il rapporto più basso in tutta la pubblica amministrazione),contingentamento del numero di assunzione con turnover che rimane inferiore al 100% in un ambiente fortemente caratterizzato dall’equilibrio di genere Le donne impiegate corrispondono al 59,5% in crescita negli ultimi anni del 2% e l’87,5% degli atenei ha messo in atto iniziative volte a favorire diversità e inclusione tra le principali sensibilizzazione all’uguaglianza di genere (95,2%) utilizzo di “quote rosa” nei processi di selezione e promozione (42,9%) e analisi sistematica di eventuali gap retributivi (38,1%).
Relativamente all’emergenza sanitaria legata alla pandemia, le Università italiane hanno dimostrato di saper rispondere con efficienza nel 100 dei casi analizzati, gli Atenei hanno messo in atto forme di smart working (il 66,7%) lo aveva già introdotto prima dello scoppio della pandemia), dotando il proprio personale dei supporti tecnologici necessari e lanciando iniziative di e learning Il 68% degli Atenei, inoltre, ha adottato meccanismi per la valutazione dell’efficacia del lavoro agile, a dimostrazione che tali iniziative si inseriscono in una più ampia e ragionata strategia di digitalizzazione e sono fattivamente impegnato nella realizzazione di diverse e più flessibili forme di organizzazione per il futuro.
La maggior parte degli Atenei italiani ha immediatamente gestito con competenza e flessibilità la crisi sanitaria legata al Covid 19 Si tratta di un’ulteriore conferma rispetto a quanto già certificato da numerose graduatorie che riconoscono gli Atenei italiani come eccellenti ambienti di lavoro e crescita professionale.

Questo studio contribuisce all’obiettivo del CoDAU di promuovere buone pratiche, puntando su competenze aggiornate e su nuovi strumenti di incentivazione delle persone, al fine di guidare la ripresa attraverso l’innovazione e la sostenibilità.

Emerge la necessità di un potenziamento di dirigenti, quadri e nuove competenze che permettano al sistema educativo dell’alta formazione di poter dare il massimo contributo alla formazione dei giovani Secondo quanto emerge dallo studio, molti Atenei hanno anche mostrato di possedere una grande capacità di resilienza la maggior parte di questi ha infatti integrato e modificato i propri obiettivi pluriennali a seguito della crisi L’ 89,3% delle Università che hanno partecipato allo studio ha dichiarato di voler “essere più concentrati sulla soddisfazione degli studenti” e l’82,1% ha detto che ritiene importante “continuare ad operare in modo più virtuale”.
La survey fornisce inoltre indicazioni circa il futuro del supporto tecnico ed amministrativo negli atenei. Cala l’importanza percepita delle competenze manageriali più tradizionali (performance management,formazione e sviluppo, organizzazione) e cresce l’attenzione verso nuove tematiche (people analytics,piani di successione, future of work) orientate alla capacità di pianificazione in ambiente incerto (alla gestione dei talenti, alla progettazione di modelli operativi e alla comprensione dei processi decisionali e delle scelte strategiche e di business).

La fotografia che il nuovo report del CoDAU ci restituisce è dunque un mondo universitario all’avanguardia e in evoluzione sia in termini di innovazione che di sostenibilità.

 

Il Presidente del CoDAU

Ing. Alberto Scuttari

                                                  

Webinar: "Le organizzazioni universitarie tra complessità e semplificazione, mettere mano ai processi".

 

Interventi del Presidente del CoDAU Ing. Alberto Scuttari, del Prof. Guido Capaldo e del Direttore Generale Dott. Marco Degli Esposti Alma Mater Studiorum Università di Bologna

 

Su iniziativa del CoDAU - Convegno dei Direttori Generali delle Amministrazioni Universitarie - si è tenuto il 24 giugno il seminario telematico sul tema: "Le organizzazioni universitarie tra complessità e semplificazione, mettere mano ai processi"

Il seminario si è aperto con la relazione dell’ Ing. Alberto Scuttari, Presidente del CoDAU nonché Direttore Generale dell’Università di Padova, e il Direttore Generale Dott. Marco Degli Esposti (Alma Mater Studiorum Università di Bologna) ha quindi presentato il webinar che ha avuto per tema la capacità di gestire il cambiamento organizzativo, anche nell’ambito delle Amministrazioni universitarie, nel solco delle indicazioni dell’agenda digitale, e delle trasformazioni e delle sfide che verranno anche dall’evoluzione della normativa.

 

E’ quindi intervenuto il Prof. Guido Capaldo (Università degli Studi di "Napoli Federico II", componente Nucleo di Valutazione Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Università degli Studi della Calabria, Sapienza Università di Roma) che ha svolto un’ampia relazione, incentrata su cinque aree di intervento.

Il primo tema trattato è stato quella dei cosiddetti “spazi bianchi”, ovvero i vuoti metodologici ed organizzativi nella gestione e nel coordinamento delle attività. Essi generano: “tempi morti” nel passaggio di una attività da un settore all’altro; “rilavorazione” di prodotti, pratiche, relazioni; conflitti tra gli operatori; insoddisfazione da parte degli utenti finali; inefficienze e crescita dei costi operativi. Per risolvere queste inefficienze produttive della Pubblica Amministrazione non basta definire una giusta e corretta organizzazione, ma è necessario presidiare e sviluppare comportamenti ed azioni che facilitino le relazioni inter funzionali tra le varie unità organizzative e la cooperazione ed il coordinamento tra gli individui. E’ quindi importante elaborare una cultura di impresa che aiuti nel formulare “prassi”, “precedenti” e risponda con tempestività al sorgere di problemi.

Il Prof.  Guido Capaldo ha quindi trattato il tema della gestione delle «filiere di attività» e della necessità di passare dalle prassi ai processi. Ma l’approccio per processi, e non più per prassi, non è sufficiente. Per creare valore è necessaria una visione olistica che favorisca che l’analisi dei processi si svolga in modo inter funzionale e trasversale rispetto ad un rigido organigramma.

Il Prof.  Guido Capaldo ha quindi illustrato una serie di esperienze e metodiche introdotte dal suo Dipartimento presso l’Università di Napoli, sollevando il tema della «creazione di valore» e della «burocrazia dei processi».

Il Prof.  Guido Capaldo ha quindi illustrato gli ultimi due temi: quello della capacità di facilitare la creazione di valore pubblico e la necessità di facilitare la digitalizzazione e di migliorare le performance.

 

“Operare per processi – ha concluso il Prof. Guido Capaldo – vuol dire mettere le proprie competenze a disposizione e al servizio degli altri. E’ solo in questo modo che l’organizzazione produttiva ne trarrà beneficio, sia al servizio dell’utenza interna che di quella esterna.

 

 

link video seminario: https://youtu.be/oqKmWluCR_g

 

Workshop CONPAQ :" Presidio della Qualità:composizione,compiti e rapporti con la governance

                      

Il CONPAQ è il Coordinamento nazionale dei Presìdi della Qualità di Ateneo (PQA): è istituito e opera nell’ambito della CRUI.

Obiettivo del CONPAQ è quello di favorire il confronto e la condivisione di buone pratiche tra i PQA delle Università italiane, per supportarne e valorizzarne il ruolo nella gestione dei processi di accreditamento, valutazione e assicurazione della qualità.
A questo scopo il CONPAQ organizza momenti periodici di confronto tra i PQA; realizza indagini; promuove workshop e altre iniziative di informazione.

Il CONPAQ, inoltre, rappresenta la voce dei PQA nei tavoli ministeriali e inter-istituzionali di confronto sui temi dell’assicurazione della qualità in ambito universitario. 

Dal novembre 2020, il Presidente del CONPAQ è il prof Matteo Turri dell’Università degli Studi di Milano.

 
REGISTRAZIONE VIDEO DELL'EVENTO
 
PARTE 1:

 
PARTE 2:

 
Talents Venture-Intervista al Presidente del CoDAU Ing. Alberto Scuttari

 

Talents Venture

 

“Il compito che deve svolgere l’#università nel #futuro, ma che d'altronde ha sempre svolto nella sua storia, è quello di rendere possibile l’#innovazione nella società con la conoscenza”.

 

Con #IstruzioneItalia abbiamo avuto il piacere di intervistare Alberto Scuttari, direttore generale dell’Università degli Studi di Padova e Presidente del CoDAU, l'associazione nazionale dei direttori generali delle amministrazioni universitarie.

Link nel primo commento per ascoltare la puntata completa. #education

 

                                        

 

Talents Venture

Link alla puntata: https://open.spotify.com/episode/0MsVX4kyn7IeS6GkItSHzE Per visualizzare o aggiungere un commento, accedi Per visualizzare o aggiungere un commento, accedi

Link:https://www.linkedin.com/posts/talents-venture_universitaeq-futuro-innovazione-activity-6811549925051039744-QNVm 

Talents Venture-Intervista al Presidente del CoDAU Ing. Alberto Scuttari

Alberto Scuttari

Direttore Generale dell'Università degli Studi di Padova Presidente del CoDAU (Convegno dei Direttori generali delle Amministrazioni Universitarie)

 

1 ora

Talents Venture

“Il compito che deve svolgere l’#università nel #futuro, ma che d'altronde ha sempre svolto nella sua storia, è quello di rendere possibile #innovazione   nella società con la conoscenza”.

 

Con #IstruzioneItalia abbiamo avuto il piacere di intervistareAlberto Scuttari, direttore generale dell’Università degli Studi di Padova e Presidente del CoDAU, l'associazione nazionale dei direttori generali delle amministrazioni universitarie.

 

Link nel primo commento per ascoltare la puntata completa. #education


 

Consiglia Commenta Condividi

Per visualizzare o aggiungere un commento, accedi Per visualizzare o aggiungere un commento, accedi

1.130 follower

CoDAU | Il Next Generation EU come acceleratore del lavoro agile nelle Università: attraverso il POLA, una gestione più snella per un sistema formativo competitivo

 

 

 

  • Al confronto promosso dal CoDAU, sono intervenuti tra gli altri: Maria Cristina Messa, Ministra dell’Università e della Ricerca, Antonio Naddeo, Presidente di ARAN, Alberto Scuttari, Presidente CoDAU
  • Il CoDAU propone delle azioni di sistema volte a stimolare: innovazione, professionalità di livello e management competitivo
  • L’applicazione del POLA - Piano organizzativo del lavoro agile - garantisce una migliore programmazione e organizzazione, e non espone a incertezza normativa

 

Roma, 29 aprile 2021 – Il Next Generation EU può imprimere un’accelerazione alla diffusione del lavoro agile nelle Università e il POLA - Piano organizzativo del lavoro agile – rappresenta lo strumento per implementare una gestione più snella che porti a un sistema formativo sempre più competitivo. Si è parlato di questo, oggi, durante il confronto promosso dal CoDAU – Convegno dei Direttori Generali delle Amministrazioni Universitarie – nella figura del Presidente Alberto Scuttari, insieme con Antonio Naddeo, Presidente di ARAN - Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni – e diversi Direttori e Dirigenti di Università italiane, a proposito del Lavoro Agile come strumento di rinnovamento e ottimizzazione della gestione universitaria. La Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, è intervenuta con un video-messaggio.

 

Facendo seguito al documento del CoDAU, inviato lo scorso marzo alla Ministra Messa e al Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta per proporre alcune azioni applicative del Patto sul lavoro pubblico e sulla coesione sociale, il Convegno torna a mettere l’accento sull’urgenza di rinnovamento degli strumenti a disposizione della PA, e in particolar modo dell’Università italiana, al fine di rimanere competitiva sul piano internazionale.

 

“Il tema del lavoro agile, che riguarda tutta la pubblica amministrazione, nell’università ha assunto un valore dal quale non bisogna tornare indietro, pur valutando in maniera adeguata il ritorno in presenza di tutte le nostre attività. La flessibilità è un elemento insito nell’istituzione accademica: dovremmo evolverci continuamente, sia per le materie che insegniamo sia per i processi organizzativi che adottiamo sia per l’accoglienza che diamo agli studenti. Questa capacità di essere flessibili ha permesso agli atenei di mettere in azione procedure che hanno consentito di continuare, anche in questo periodo di pandemia, le attività sia didattiche sia di ricerca. Ora dobbiamo continuare a lavorare per valorizzare competenze e percorsi formativi del personale che supporta le attività didattiche e di ricerca degli atenei e per favorire la mobilità, in modo che ci sia sempre una circolazione di persone, e sia consentito sempre uno scambio proficuo.” ha dichiarato Maria Cristina Messa, Ministra dell’Università e della Ricerca.

“Nella pandemia, non è stato semplice per le Università fornire supporto alle strutture di didattica e di ricerca con l’organizzazione delle attività lavorative in modalità agile e con l’alternarsi delle zone gialle, arancioni e rosse. Eppure è stato fatto egregiamente e in rapidità. L’implementazione dei Piani operativi del lavoro agile e degli indicatori per misurarne l’efficacia ha consentito agli Atenei di rimanere aperti e di raggiungere risultati inattesi, quali l’aumento delle iscrizioni. Tali obiettivi sono stati raggiunti attraverso l’abbandono temporaneo di molte regole, lasciando maggiore libertà di azione e facendo leva sulla responsabilizzazione. All’interno del CoDAU crediamo fortemente che questa creatività non debba essere dispersa nel disegno del nuovo sistema delle regole” ha dichiarato Alberto Scuttari, Presidente del CoDAU e Direttore Generale dell’Università di Padova.

 

Oggetto dell’incontro di oggi è stato appunto il POLA, ossia il documento programmatico adottato dall’amministrazione, sentite le organizzazioni sindacali, e annesso come sezione al piano integrato della performance. L’attuazione del POLA, attualmente vincolato da percentuali minime e massime, porta con se la rilevazione di alcuni indicatori, qualitativi e quantitativi, che misurano la salute professionale, la salute economico-finanziaria e la salute digitale, secondo i parametri dell’economicità, dell’efficienza e dell’efficacia.

 

Gli atenei investono molto in innovazione organizzativa e formazione manageriale, ma l’effetto è ancora limitato perché le normative contabili e fiscali, sugli acquisti e sul reclutamento, sono complesse e il sistema dei controlli assorbe energie eccessive. Pertanto il CoDAU propone le seguenti azioni di sistema:

  • valorizzare le professionalità del personale, con sistemi di classificazione contrattuale che consentano di attribuire incarichi di responsabilità a prescindere dalle categorie di inquadramento, ridefinendo i tetti storici posti all’incentivazione e ancorandoli ai risultati economici degli atenei. Ampliare le categorie di inquadramento, specialmente per il supporto alla ricerca;
  • adottare piani straordinari, rivolti al personale tecnico-amministrativo, per il reclutamento di competenze legate al management, all’innovazione e alle figure specialistiche della ricerca e della didattica, che consentano di allineare la consistenza del personale tecnico ed amministrativo al trend di crescita del personale docente e far crescere la competenza;
  • eliminare i vincoli di spesa per beni e servizi, introdotti con la legge di bilancio 2020 e attenuare i limiti di fabbisogno finanziario previsti dalla legge di bilancio 2019, per cui agli atenei è assegnato un limite di spesa che è inferiore ai trasferimenti ricevuti dallo Stato;
  • semplificare la gestione contabile alzando il livello autorizzatorio del piano dei conti, in modo da ridurre gli atti di variazione di budget e semplificare ulteriormente gli adempimenti legati agli acquisti di beni e servizi, specialmente nel campo della ricerca.

 

L’utilizzo del programma Next Generation EU potrà consentire al sistema universitario di dare il massimo contributo alla formazione dei giovani, ma è necessario che questo sforzo sia accompagnato dalla semplificazione delle norme e dei controlli, per avere più flessibilità e usare maggiore coraggio nella gestione delle risorse. Il POLA è un utile strumento in questa direzione perché agevola il cambio del paradigma organizzativo.

 

All’evento di oggi sono intervenuti anche:

Emma Varasio, Direttore Generale Università degli Studi di Pavia

Donato De Benedetto, Direttore Generale Università del Salento

Beatrice Sassi, Direttore Generale Università degli studi di Firenze

Vincenzo De Marco, Dirigente dell'Area Risorse Umane Università degli studi di Firenze

Marco Porzionato, Dirigente Area Finanza e programmazione- Dirigente “ad interim” dell'Area Risorse Umane con riferimento a: Ufficio Sviluppo organizzativo e Ufficio Trattamenti economici e welfare Università degli studi di Padova

Gabriele Rizzetto, Direttore Generale Università Ca’ Foscari Venezia

 

Lettera del presidente CoDAU al Ministro dell'Università e della Ricerca Prof. Gaetano Manfredi

Oggetto: situazione relativa ad alcune questioni urgenti che assumono rilievo per il sistema universitario.

La Giunta del Codau, riunitasi a Roma lo scorso 8 ottobre 2020, ha esaminato la situazione relativa ad alcune situazioni urgenti, che assumono rilievo per il sistema universitario italiano. Trattasi in particolare dei limiti di spesa previsti dalla legge di stabilità dell’anno 2000 e delle tempistiche di liquidazione degli interventi straordinari per fronteggiare l’emergenza COVID.

I limiti di spesa sono stati previsti dalla legge di stabilità per l’anno 2020, legge 27 dicembre 2019 n. 160, all’art. 1 commi 590 e seguenti1 per l’acquisto di beni e servizi e ai commi 610 e 611 per la gestione del settore informatico2. Successivamente, in via applicativa è intervenuta la circolare della Ragioneria Generale dello Stato n. 9 del 21 aprile 2020 e la nota di codesto spettabile Ministero, Direzione generale per la formazione universitaria, l'inclusione e il diritto allo studio, Prot. n. 5487 del 23 aprile 2020.

Con riferimento ai vincoli di spesa per beni e servizi, il CoDAU, era già intervenuto con comunicazione inviata lo scorso 9 giugno 2020, proponendo la riformulazione della norma prevedendo la non applicazione alle università, nella consapevolezza delle forte limitazioni che essa avrebbe posto rispetto ad un sistema in crescita riguardo al numero di studenti e di dipendenti, anche in relazione ai piani straordinari finanziati dal MUR e alle spese per l’emergenza sanitaria.

Una volta emanata la norma, si è svolta una positiva interlocuzione con il Ministero: le proposte avanzate paiono essere state in parte raccolte, rendendo pertanto possibile un approccio realistico al vincolo di spesa, con particolare riferimento alla possibilità di utilizzo delle risorse pregresse risultanti da disponibilità di bilancio dell'ente derivanti dalla contabilità finanziaria.

Tuttavia rimangono aspetti tuttora molto problematici, quali ad esempio:

- l'inclusione nel limite delle spese per docenti a contratto e collaborazioni di didattica e ricerca: con riferimento all’anno 2020 occorre in particolare fare presente che la programmazione didattica che grava sul bilancio 2020 è già stata da tempo deliberata, che i contratti sono stati stipulati e che le attività si sono in gran parte già svolte così come per la programmazione dell’a.a. 2020/2021 i cui stanziamenti sono già stati deliberati in linea con le attività didattiche previste; inoltre va approfondita la portata dell’applicazione del principio OIC n.12 con riferimento alle altre tipologie di costi per servizi legati al personale;

- la mancata esclusione dal limite delle spese finanziate con economie dei progetti di ricerca. Tali margini derivano infatti da entrate di derivazione esterna e non appare pertanto opportuna una loro inclusione nel limite, come avviene peraltro con le regole che riguardano i criteri di determinazione del fabbisogno di cassa;

- la restrizione al periodo aprile-dicembre di ogni anno per l’utilizzo delle maggiori entrate rispetto a quelle del 2018.

Esprimiamo inoltre particolare preoccupazione sulle conseguenze dell’applicazione del limite di spesa per la gestione del settore informatico. Osserviamo infatti che la norma in questione, adottata prima dell’attuale emergenza sanitaria, non appare coerente con i programmi di trasformazione digitale presenti in ambito universitario, che si sono sviluppati anche in applicazione delle indicazioni dell’AGID (di cui è recente la pubblicazione del piano per l’Informatica della Pubblica Amministrazione), specialmente dove si richiedeva lo spostamento in cloud dei data center con conseguente spostamento di investimenti in spesa corrente. Al contrario, la situazione attuale di emergenza sanitaria comporta una maggiore spinta verso l'impiego di modalità telematiche (didattica duale, smart-working etc..).

Siamo pienamente consapevoli del fatto che si tratta di dare applicazione a cogenti norme di contenimento della spesa pubblica e che è stato già dato ascolto alle osservazioni e istanze provenienti dal mondo universitario.

Cionondimeno non possiamo non far presente che tali vincoli, soprattutto in relazione alle materie sopra evidenziate, potranno avere un impatto significativo sulla capacità degli atenei di erogare beni e servizi, compresi quelli di carattere innovativo, specialmente dove si consideri che i citati due limiti di spesa non sono fra loro compensabili.

Segnaliamo infine che alcuni atenei hanno espresso l’esigenza di conoscere i tempi di liquidazione dei contributi ministeriali per gli interventi straordinari COVID, in relazione alla programmazione dei flussi finanziari.

Ringrazio per l’attenzione e porgo con l’occasione i più cordiali saluti,

Il Presidente
Ing. Alberto Scuttari


1 592. A decorrere dall’anno 2020, i soggetti di cui al comma 590 non possono effettuare spese per l'acquisto di beni e servizi per un importo superiore al valore medio sostenuto per le medesime finalità negli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018, come risultante dai relativi rendiconti o bilanci deliberati. [...]
593. Fermo restando il principio dell'equilibrio di bilancio, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, il superamento del limite delle spese per acquisto di beni e servizi di cui al comma 591 è consentito in presenza di un corrispondente aumento dei ricavi o delle entrate accertate in ciascun esercizio rispetto al valore relativo ai ricavi conseguiti o alle entrate accertate nell'esercizio 2018. L'aumento dei ricavi o delle entrate può essere utilizzato per l'incremento delle spese per beni e servizi entro il termine dell'esercizio successivo a quello di accertamento.

2 610. Le amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, con esclusione delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano, degli enti locali nonché delle società dagli stessi partecipate, assicurano, per il triennio 2020- 2022, anche tramite il ricorso al riuso dei sistemi e degli strumenti ICT (Information and Communication Technology), di cui all’articolo 69 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, un risparmio di spesa annuale pari al 10 per cento della spesa annuale media per la gestione corrente del settore informatico sostenuta nel biennio 2016-2017.
611. La percentuale di risparmio di cui al comma 610 è ridotta al 5 per cento per le spese correnti sostenute per la gestione delle infrastrutture informatiche (data center) delle amministrazioni di cui al medesimo comma 610, a decorrere dalla rispettiva certificazione dell’Agenzia per l'Italia digitale (AgID) del relativo passaggio al « Cloud della PA » (CSP o PSN), al netto dei costi di migrazione.

CODAU, ALBERTO SCUTTARI È IL NUOVO PRESIDENTE

È Alberto Scuttari - ingegnere e Direttore Generale dell’Università di Padova - a guidare il CoDAU (Convegno dei Direttori generali delle Amministrazioni Universitarie) per il triennio 2020-23.

Il prestigioso incarico di Presidente gli è stato conferito oggi per elezione avvenuta in modalità telematica cui hanno partecipato ben 86 membri su 90. La lista “Insieme per un CoDAU utile e aperto” che vede l’ing Scuttari capofila ha ottenuto 48 preferenze, contro le 37 della lista concorrente rappresentata dal collega dell’Università di Palermo.

«È un risultato che premia il percorso di un gruppo di persone che hanno fortemente creduto in un CoDAU partecipativo e inclusivo - commenta Scuttari - volto al rilancio del suo ruolo di organismo capace di fare rete tra i Direttori e di essere riferimento utile di interlocuzione istituzionale all’interno del sistema universitario italiano. La funzione del management all’interno delle università italiane sta infatti assumendo una importanza crescente e fondamentale nelle decisioni politiche, nei rapporti e nelle interconnessioni tra Istituzioni. La gestione dell'associazione sarà aperta a tutti i colleghi che intendono dare un contributo di impegno e competenza».

Il neo eletto presidente sarà affiancato da una giunta giovane e nuova, nel segno del rinnovamento.

Giunta:

  • Vincenzo Tedesco - Presidente Vicario (Università degli Studi di Camerino)
  • Marco Degli Esposti (Alma Mater Studiorum - Università di Bologna)
  • Lucia Colitti (Università degli Studi di Roma “Foro Italico”)
  • Donato De Benedetto (Università degli Studi del Salento)
  • Teresa Romei (Università degli Studi di Foggia)
  • Maja Feldt (Università degli Studi di Verona)
  • Giuseppe Festinese (Università degli Studi di Napoli Federico II)
  • Andrea Rossi (Università Campus Bio-Medico di Roma)

Supplenti:

  • Alberto Domenicali (Università IUAV di Venezia)
  • Roberto Conte (Università degli Studi di Milano)
  • Annamaria Gravina (Università della Campania Luigi Vanvitelli)
  • Giuseppe Romaniello (Università degli Studi della Basilicata)
  • Pasquale Basilicata (Università degli Studi Roma Tre)
  • Maria Raffella Ingrosso (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)
  • Mauro Bellandi (Università degli Studi di Pisa)
  • Massimo Colli (Università Carlo Cattaneo LIUC)

Pagine