Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza scalda i motori e scuote il mondo universitario, trasformando profondamente le regole del gioco e le aspettative. Dall’accento sul contenimento della spesa siamo passati in pochissimo tempo all’invito ad impiegare velocemente le risorse.

Le risorse economiche sembrano non essere più un problema, mentre lo stanno diventando le competenze, le strutture e il sistema delle regole. Il focus si sposta dagli strumenti (gli statuti, il bilancio unico, il ciclo della performance) agli obiettivi e al rispetto delle loro tappe (rafforzare la ricerca in sinergia tra università e imprese, sostenere i processi per l’innovazione e il trasferimento tecnologico, potenziare le infrastrutture, il capitale umano e le competenze).

Il 2022 è quindi un anno di svolta per gli atenei e per gli enti di ricerca italiani. Potremmo identificare il termine del cambiamento come passaggio dal gioco in difesa al gioco in attacco, oppure come il passaggio dalla navigazione sotto costa alla navigazione in alto mare, dall’organizzazione di un volto domestico a quella di un volo intercontinentale.

Nei prossimi cinque anni, considerando solo la Missione 4 del PNRR, le università italiane disporranno di risorse economiche mediamente superiori ad oltre un terzo di quelle disponibili con il solo FFO, che peraltro sta crescendo. La legge di bilancio 2022 ha previsto un piano straordinario di reclutamento del personale che quasi duplicherà i punti organico del turnover, ed oltre 10.000 giovani inizieranno il dottorato di ricerca con nuovi programmi finanziati ad hoc. La riforma delle classi di laurea, delle lauree abilitanti, del dottorato di ricerca, delle regole di mobilità dei ricercatori, sono già in discussione.

Tutto questo metterà alla prova la capacita degli atenei di fornire strutture e servizi, per cui risulta necessario assecondare la crescita con il riconoscimento che il mondo universitario rappresenta un insieme originale che interloquisce con un mercato globale. E questo richiede strumenti adeguati. Sentiamo quindi la necessità di disporre di organizzazioni all’altezza della sfida e la responsabilità di realizzarle, di avere strumenti e capacità per valorizzare le risorse messe a disposizione e per sapere rendicontare con trasparenza l’uso di questi fondi affinché, le generazioni future ne ricevano i benefici e non i costi.

Il PNRR svela quindi una nuova dimensione accademica e anche una nuova sfida organizzativa: l’Università che ci aspetta è stata già immaginata, ma spetta anche a noi costruirla. Il Convegno nazionale del CoDAU vuole approfondire questi temi e individuare gli elementi necessari per affrontare e vincere questa sfida, attraverso il confronto con gli illustri ospiti che interverranno e la condivisione delle nostre stesse esperienze.

La sede scelta per il XIX Convegno Nazionale è l’Università degli Studi di Padova, che proprio nel 2022 festeggia gli 800 anni dalla sua fondazione, arricchendo il nostro programma di nuovi spunti e suggestioni, tra storia e futuro. Saremo ospitati in luoghi simbolo dell’Università di Padova, quali l’Aula Magna dell’Ateneo, che ospita la cattedra di Galileo Galilei e l’Orto Botanico, patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’UNESCO.

Vi attendo quindi dal 22 al 24 settembre a Padova, per il nostro XIX Convegno Annuale del CoDAU e intanto vi ringrazio per l’attenzione e la collaborazione!

Il Presidente del CoDAU
Alberto Scuttari


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